PerCorsi di integrazione

L’associazione che insegna l’italiano agli immigrati

di Giorgia Isabella Tripaldi

 

A Pontinia,  poco distante da Roma, si trova una considerevole comunità di immigrati indiani, perlopiù del Panjab. Dal 2006 hanno cominciato a stanziarsi in quella zona dell’

Agro Pontino per la sempre più frequente richiesta di braccianti nei numerosi campi della zona. La chiesa della cittadina ha fin da subito svolto una fervida attività di volontariato, in primo luogo nell’ambiente della Caritas, donando a questa gente spesso indigente, viveri di prima necessità.

Gianni Cappuccilli, presidente della Caritas  in quegli anni, decise, tuttavia,  di creare qualcosa di più. E’ nato così PerCorsi, una scuola di italiano per stranieri completamente gratuita. “Fin da subito – ci racconta l’attuale presidente della scuola, Patrizia Esposito – l’affluenza è stata considerevole, sicuramente al di sopra delle nostre aspettative”.

Ogni giorno uomini e donne dai 18 ai 30 anni, pedalano anche  più di 12 km per raggiungere la scuola. Uno di questi è Sing K.. Non vuole parlare del suo passato, non ha i documenti e molte domande lo intimoriscono, ma nonostante la sua diffidenza iniziale ci mostra i suoi esercizi di grammatica. È molto orgoglioso dei suoi miglioramenti, ma soprattutto la scuola è per lui una nuova famiglia.

Molti di questi ragazzi sono arrivati totalmente analfabeti – dichiara la Presidente – è stato difficile insegnare loro a scrivere in italiano ancor prima di saper scrivere o leggere nella loro lingua madre”.

Il progetto, dunque, che voleva inizialmente essere una scuola di volontariato senza pretese, ha avuto un grandissimo successo, tanto che nell’ultimo anno sono state circa 150 le persone che hanno frequentato assiduamente la scuola e, molti di loro, sono riusciti a preparare l’esame di L2, necessario per il permesso di soggiorno. Da tre anni PerCorsi si è costituita come Associazione. Afferma la Presidente Esposito: “dopo anni di aiuti generici, abbiamo deciso di delineare uno statuto, mettere su carta una missione. Oggi siamo sulla rete di 200 scuole per migranti nel Lazio. Questo passaggio ha aperto l’opportunità a PerCorsi di accedere a corsi di formazione per gli insegnanti. “D’altronde – continua la Presidente: “non può esserci improvvisazione, quando si ha a che fare con le persone”.

Oltre ad insegnare alla maggioranza della comunità di immigrati indiani, sempre più spesso fanno capolino africani richiedenti asilo provenienti da Senegal e Nigeria, Zambia e Mali. Molti di loro sono senza documenti. Interviene Martina Petrò, un’insegnate del centro: “Noi non rappresentiamo la legge, offriamo un servizio umanitario. Non è nostro compito avere gli studenti in regola, noi lottiamo per l’integrazione e vedere tante comunità insieme non può che renderci orgogliosi del nostro lavoro”.

La scuola oggi offre un fervido esempio di possibile meltingpot che lavora con una maggioranza di comunità diverse. Molte delle persone che ospitano hanno vissuto un percorso migratorio difficile, non scelto, ma imposto da conflitti socio-politici dei loro paesi. L’associazione non rappresenta per queste persone solo un sostegno linguistico, ma soprattutto un centro di fortissima spinta verso l’integrazione, coinvolgendoli sia da un punto di vista cognitivo che affettivo.