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Si apre a Pisa il Festival Internazionale della Robotica 2018

Dopo il successo della prima edizione, torna dal 27 settembre al 3 ottobre il Festival Internazionale della Robotica di Pisa, una nuova occasione per gettare uno sguardo sul futuro ma anche sul presente. Il cartellone sarà ricco di eventi, in un curato mix fra incontri scientifici, appuntamenti culturali ed eventi divulgativi. Divulgativi, sì, perché il Festival della Robotica si propone di parlare proprio a tutti, tecnofobici compresi. La direzione sarà ancora una volta a cura di Franco Mosca, presidente della Fondazione Arpa e professore emerito di chirurgia generale all’Università di Pisa, anche la direzione artistica riconferma Renato Raimo, che curerà la regia e condurrà l’evento clou al Teatro Verdi di Pisa con la partecipazione di Andrea Bocelli.

In collaborazione con il Festival, il Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio propone un pacchetto dedicato agli ospiti che pernotteranno dal 26 settembre al 4 ottobre.

 

La robotica, qualcosa che sembra appartenere ai libri di fantascienza, qualcosa che spesso viene guardato con sospetto. Eppure la robotica, come direbbe qualcuno, è tutta intorno a noi. È nella medicina, nella chirurgia, nella riabilitazione ma trova applicazione anche nella nautica, nei beni culturali, nell’educazione. Vi è robotica laddove l’uomo viene sollevato da rischio e fatica o da lavori usuranti e non per questo perde il lavoro, anzi, scopre che il suo lavoro, quando viene affiancato da un robot, acquista un altro valore.

La robotica è una disciplina in continua evoluzione ed è proprio a Pisa che questa evoluzione corre veloce. È per questo che il Festival Internazionale della Robotica non poteva avere altra sede che la città della Torre, perché tutta l’area pisana ospita una vastissima concentrazione di ricerca, industria, produzione ed eccellenza. Pisa rappresenta uno dei fiori all’occhiello del panorama scientifico italiano.

Un festival scientifico, dunque, ma rivolto a tutti. “Uno degli obiettivi del Festival, racconta il Direttore Franco Mosca, è far conoscere la robotica al grande pubblico, avvicinare tutti a questo settore affinché non ne abbiano paura ma imparino a riconoscere i vantaggi e i benefici che può offrire”. Il lavoro del Professor Mosca e dell’intera produzione del Festival della Robotica, è infatti proteso verso la divulgazione scientifica e si propone di diventare uno degli appuntamenti fissi nel panorama italiano.

La robotica amica dell’uomo

Molti sono i pregiudizi legati alla robotica. Un po’ per cultura, un po’ per poca conoscenza siamo abituati a considerare i robot come dei nemici, pronti a sottrarre lavoro all’uomo. Eppure i dati dicono il contrario: le statistiche, infatti, suggeriscono che l’automazione possa innescare un circolo virtuoso che porti non solo un incremento di produttività e competitività, ma anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

Un tema, questo, molto sentito dalla direzione del Festival: uno degli appuntamenti in programma, infatti, sarà dedicato a “La robotica e le implicazioni sul mercato del lavoro”. Questo convegno, presieduto dai professori Giuseppe Turchetti e Mario Levrini, si terrà nell’Auditorium dell’Unione Industriali Pisana il giorno 1 ottobre dalle 9.30 alle 13 e analizzerà il dibattito in merito all’effetto numerico di una maggiore adozione di tecnologie robotiche e, soprattutto, approfondirà le implicazioni fra la robotica e le altre tecnologie di Industria 4.0 e le competenze dei lavoratori.

“Il pregiudizio si combatte sensibilizzando le persone.” afferma il Professor Mosca “Ed è proprio questo che il Festival vuole fare: sensibilizzare, avvicinare le persone all’argomento. È importante diffondere l’idea che sarà il buon uso della tecnologia, ad esempio, a ridurre il gap fra nord e sud del mondo.”

Di questo e molto altro si parlerà durante la giornata del 3 ottobre. “La crescente importanza delle tecnologie nella Cooperazione Umanitaria” è il titolo del convegno che si terrà nell’ auditorium del Polo Universitario Le Benedettine. Cooperazione sanitaria italiana nel mondo, cooperazione umanitaria della Fondazione Arpa, esperienze in Africa raccontate dal noto giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone sono solo alcuni dei temi che saranno trattati in questa occasione. Si parlerà di Africa, Perù, condivisione, diritti umani e molto altro con medici, cooperanti e docenti di fama internazionale.

Il programma

Decine di appuntamenti per conoscere le più importanti ricerche e applicazioni nei settori che stanno già cambiando in meglio la nostra vita. Il programma comprende eventi di carattere scientifico, divulgativo, musicale e culturale, per rispondere alle esigenze di un pubblico ampio e variegato. Anche la seconda edizione del Festival presenta un cartellone culturale con concerti, spettacoli e un occhio particolare per il cinema, proponendo il nuovo concorso cinematografico “Pisa Robot Film Festival”, rassegna per scoprire quanto sia saldo il legame tra il mondo della celluloide e quello della robotica.

I temi del Festival

La riflessione si soffermerà sulle implicazioni etiche, sociali, economiche legate alla sempre più massiccia diffusione della robotica, senza tralasciare aspetti che coinvolgono la “green economy”, il recupero e la conservazione dei beni culturali, la medicina, esplorando anche il ruolo di professioni come quella dell’infermiere nella gestione delle nuove tecnologie.

Il futuro della Robotica: l’attenzione per le nuove leve

Attenzione particolare sarà riservata alla robotica educativa, grazie alla collaborazione fra il Festival e l’Internet Festival, in programma dall’11 al 14 ottobre 2018, sempre a Pisa. All’interno dell’Internet Festival, saranno proposti laboratori di robotica educativa pensati per gli studenti delle scuole, dalle elementari alle superiori. A proposito dell’importanza delle nuove leve il Professor Mosca afferma: “Questo paese ne ha urgente bisogno. I giovani imparano in fretta tutto: non ci vorranno secoli di formazione per i nuovi mestieri per questo è importantissimo investire oggi nella formazione delle nuove leve scientifiche. I giovani devono quindi essere istruiti alle nuove professioni. ”

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