Attualità

Sea Life: appuntamento al 2 luglio “sul serio” promette Ricciardi

di Letizia Strambi

Nell’ultimo consiglio di amministrazione della governance di Eur Spa, presieduta da Roberto Diacetti, si tirano le somme sui diversi successi ottenuti  per ripianare i debiti e le opere portate a compimento: la Nuvola, la Lama, il Luneur. Un unico rammarico, come riporta il documento di sintesi approvato al termine del Consiglio, e pubblicato su Il Sole 24 Ore: “Il CdA ha preso atto della difficile situazione venutasi a creare sul progetto dell’Acquario determinando la predisposizione di tutti gli atti che consentiranno al nuovo CdA di prendere le decisioni opportune e non ulteriormente procrastinabili”.

Domenico Ricciardi, presidente di Mare Nostrum e artefice del progetto dell’acquario, ammette che ci sono stati ritardi, ma che ormai “sul serio” siamo in dirittura di arrivo: “Abbiamo cominciato dieci anni fa e il primo vincolo è sopraggiunto  quattro anni dopo l’inizio dei lavori”.  Ci sono poi state “altre necessità che hanno rallentato l’opera che ha sfruttato elementi di alta ingegneria, studiati anche all’estero”, sicuramente con costi fuori dalla programmazione. In Campidoglio il progetto era stato presentato alla stampa nel 2012, con l’ingresso della società Merlin Enterteinments, specializzata in  parchi marini nel mondo. Si dava aperto per quell’estate, mancavano solo i pesci. Poi il nuovo freno. Un problema forse di fidi, ma su cui fino a oggi si è potuto solo fantasticare, perché né Domenico Ricciardi, né Aldo Vigevani, allora chief executive officer di Merlin Entertainments Group, si sono pronunciati.

Tuttavia il prossimo 2 luglio la stampa è invitata al pre-opening. Ricciardi ha assicurato che il progetto è completato e, onde evitare polemiche prima che apra nel 2019, ha invitato la stampa a osservare con i propri occhi l’opera compiuta. Un investimenti di totalmente privato (110 milioni di euro) che ha trasformato il fondo del laghetto dell’Eur in un attrattore turistico da 3 milioni di visitatori l’anno. 3000 metri quadrati, un centinaio di specie del Mediterraneo per circa 2000 animali che avranno bisogno di ambientarsi prima del taglio del nastro. Nell’area anche 50 negozi, (esercizi coordinati da Massimiliano Pagano) e un’area espositiva digitale di 4700 metri quadrati, tratto ormai indispensabile di ogni parco del mondo, per una domanda millennial che si fa sempre più esigente dal punto di vista delle esperienze “immersive”. La stima, per gli affittuari dell’Eur Spa, potrà essere di 1 milione di euro all’anno per la concessione trentennale che,come riportava il Corriere della Sera, avevano minacciato di ritirare per fine mandato.

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