Audacia e Leggende

Lindsey Vonn

Audacia e Leggenda

Lindsey Vonn

di Tina Aiello

 

Si fa fatica a crederlo, ma la più grande campionessa della storia dello sci la sua prima medaglia l’ha vinta proprio in Italia. E’ il 18 Gennaio 2003 e a Cortina d’Ampezzo Lindsey Vonn sale sul podio del prestigioso trofeo Topolino di sci alpino. Sono passati esattamente tre anni e due mesi dal suo esordio, quando il padre Alex Kildow, ex sciatore, fece indossare a Lindsey i suoi primi scarponi, avviandola così ad una carriera di successi incredibili. Quattro coppe del mondo generali, sedici di specialità, 77 medaglie. E poco importa se il suo primo allenatore l’aveva definita una tartaruga, quello che conta è che lo stesso si è scusato anni dopo riconoscendo l’errore madornale che aveva commesso. E’ il 17 Febbraio 2010 e alle Olimpiadi di Vancouver Lindsey Vonn è medaglia d’oro nella discesa libera, prima atleta statunitense nella storia a conquistarla. E’ ancora quello il suo giorno più bello, dice. Perché arriva dopo un pesante infortunio alla tibia destra che aveva messo in pericolo la sua partecipazione ai Giochi. Perché quella medaglia è stato il risultato di sacrifici affrontati da lei e dalla sua famiglia e averla vinta è ancora oggi il suo più grande orgoglio. Caparbia e competitiva, vulcanica e dirompente, è protagonista tanto sulle piste da sci quanto sulle prime pagine dei giornali che le dedicano copertine e articoli. Si impone sui social documentando passo passo i suoi allenamenti ed i suoi obiettivi, senza nascondere le sue fragilità. Ed il  mondo la vede fragile quando il 5 Febbraio 2013 durante i mondiali di Schladming cade rovinosamente fratturandosi in più punti la gamba destra. L’elicottero la porta via dalla pista sofferente e in lacrime e molti sono i dubbi sulle sue reali possibilità di recupero. Ma recupera. Ritorna sugli sci nel Dicembre dello stesso anno, vincerà e si infortunerà ancora continuando a mostrare tanto le sue medaglie quanto le cicatrici dei numerosi interventi chirurgici che dovrà affrontare. L’ultimo è proprio di un anno fa. Sulle piste di Vail in Colorado, durante un allenamento, Lindsey si frattura l’omero e deve sottoporsi ad una nuova operazione. E’ fiduciosa, meglio il braccio del ginocchio, dice e riempie i social dei video e delle foto della sua riabilitazione. E intanto lancia una sfida: chiede alla federazione di poter gareggiare con gli uomini. C’è chi liquida la cosa come una trovata pubblicitaria, chi ci vede invece il bisogno di misurarsi ancora, di superare forse l’ultimo limite che le è rimasto nel mondo dello sci.

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