OBIC. Cibo da pensare.

obic

Il 3 Dicembre sarà presentata a Spoleto, presso Palazzo Collicola Arti Visive, la mostra dedicata ad un progetto nato dall’incontro di Anna Paola Lo Presti e Gianluca Marziani, progetto che ha preso forma in circa due anni e che ha visto la luce solo pochi giorni fa, quando è stato presentato alla Galleria Mucciaccia di Roma: OBIC. L’idea o visione del cibo prendendo sul serio l’anima.

Nella Capitale, è stato introdotto il libro, anima corporea dell’idea della Lo Presti e Marziani, che andrà ad alimentare numerose altre iniziative, tra cui mostre,

workshop, documentari e format televisivi. OBIC è cibo guardato da un’altra prospettiva, cibo al contrario, allo specchio. Cibo da mangiare con gli occhi, da esperire secondo i criteri e i dettami imposti dalle arti visive, in primis la fotografia che lo ritrae, in secundis le opere degli artisti del ‘900 a cui questo è associato.

gelato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“OBIC – spiega Gianluca Marziani, critico e curatore d’arte contemporanea, nonché direttore artistico di Palazzo Collicola Arti Visive – lavora per dittici. È stesso OBIC un dittico, un binomio che unisce il reale e la sua visione allo specchio. Il libro, un librone di più di 400 pagine, che abbiamo voluto avesse una sua presenza, una sua importanza anche fisica, che pesa e che odora di una carta, nella cui composizione sono state usate fibre di canapa e cotone, associa, in un excursus di 50 artisti ordinati secondo un criterio alfabetico, tutti o quasi, di nascita italiana, una delle loro opere, alla foto di una ricetta, rigorosamente estrapolata dalla nostra tradizione culinaria. Ad ogni dittico, sono dedicate otto pagine, in cui oltre all’opera, alla fotografia del piatto e alla ricetta per realizzarlo, sono descritte anche le biografie degli autori e l’elemento o gli elementi che hanno spinto Anna Paola e me a collegare, attraverso associazioni visive e semantiche, quella determinata opera o quel determinato artista al piatto in questione”.

Emblematiche sono le colature di colore di Ian Davemport associate alle colature di un gelato alla crema che si scioglie lentamente su di un’ideale campana di vetro. “La sensazione di colata lavica – scrive la Lo Presti nella sezione dell’artista inglese – che le superfici di Davemport formano, ricorda la stessa forma che non proprio casualmente assume il gelato, a seconda dei suoi contenitori o supporti”.

davemport

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto partirà a Spoleto, dove permarrà sino al 12 Febbraio 2017, dopodiché si sposterà a Milano, in Triennale, dove verranno messi in risalto i punti del progetto più affini alla città meneghina, come la moda, il design e l’architettura.

OBIC è un progetto fluido e versatile. Il Suo stesso Hardware, il libro, è privo di alcun riferimento spazio-temporale.

“Un libro scollegato dal presente – lo definisce Marziani – pur nella sua concreta attualità”.

 

Martina de Meis